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Il tennis che unisce: oltre i campioni, la crescita delle persone

Alessandro Barba, tennis Uisp, ospite a Radio InBlu, racconta il tennis come scuola di vita e ruolo sociale, tra “Effetto Sinner” e sportpertutti

 

Il tennis come sportpertutti, capace di educare prima ancora che di formare campioni e rappresentare una disciplina sportiva: è questo il messaggio emerso dall’intervista ad Alessandro Barba, coordinatore nazionale tennis dell’Uisp, ospite ai microfoni di Radio InBlu2000, nell'ambito di una trasmissione dedicata agli Internazionali di Tennis, appena conclusi, e all’entusiasmo che il movimento tennistico italiano sta vivendo grazie ai successi dei suoi protagonisti, campioni come Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e Luciano Darderi. 

Alessandro Barba parte proprio dall’attualità e dalle emozioni legate ai grandi tornei, soffermandosi sul momento straordinario che sta attraversando Jannik Sinner e sulla pressione mentale e fisica, che deriva dalla competizione ai massimi livelli e che deve affrontare ogni volta che entra in campo. “Ogni partita nel tennis non è mai semplice e nulla è scontato - spiega Alessandro Barba - anche quando sembra che un giocatore abbia qualcosa in più degli altri. Ogni partita rappresenta una sfida mentale e tecnica che porta gli atleti al limite delle proprie possibilità. La bellezza di questo sport è proprio in questo tipo di opportunità: quando entri in campo puoi vincere con chiunque ma anche perdere contro chiunque ed è proprio questa imprevedibilità a rendere il tennis uno sport tanto affascinante quanto complesso. Senza alcun dubbio il tennis è ormai una pratica accessibile a tutti e tutte”, sottolinea il coordinatore, ricordando come il grande lavoro della Federazione Italiana Tennis e Padel abbia contribuito alla crescita dell’intero movimento.

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Dietro il cosiddetto “Effetto Sinner”, infatti, non c’è soltanto il numero uno del mondo, ma una nuova ondata di entusiasmo che sta coinvolgendo persone di tutte le età: il tennis italiano vive una stagione di straordinaria vitalità che coinvolge sempre più persone. Se un tempo il tennis veniva percepito come uno sport riservato a pochi, oggi la situazione è profondamente cambiata perché sempre più bambine, bambini, ragazze, ragazzi e adulti si avvicinano ai campi da tennis spinti dall’entusiasmo generato dai risultati dei campioni italiani.

Ed è proprio qui che, secondo Barba, entra in gioco il ruolo dell’Uisp con una visione fortemente inclusiva e centrata sul benessere individuale: rendere accessibile il tennis anche a chi non ha mai preso in mano una racchetta oppure a chi non può permettersi i costi dei circoli privati, a chi vuole praticare sport per stare bene, chi cerca un’occasione di crescita personale o semplicemente un luogo di interazione.  “Le federazioni guardano soprattutto alla performance e al talento - aggiunge il coordinatore nazionale Uisp Tennis - mentre noi mettiamo al centro la persona. Un approccio che punta alla crescita personale prima ancora che al risultato sportivo: nei percorsi targati Uisp, infatti, il tennis diventa uno strumento educativo capace di sviluppare relazioni, autostima e socialità e questo va ben oltre la singola performance o ricerca del risultato. L’obiettivo è fare in modo che chi entra nel nostro mondo ne esca migliorato come persona, non soltanto come tennista. Se in passato il valore di un giovane atleta veniva spesso misurato solo attraverso vittorie e sconfitte, oggi cresce l’attenzione verso il percorso umano della persona, il benessere, l’educazione e il miglioramento personale”

Anche il linguaggio scelto racconta questa filosofia e Barba sottolinea come i metodi didattici siano cambiati profondamente nel corso degli anni: all’interno dell’Uisp si preferisce parlare di 'insegnanti' piuttosto che di ‘istruttori’. Una scelta che Barba definisce non soltanto semantica, ma rappresenta un approccio preciso: chi insegna tennis trasmette valori, accompagna la crescita dei ragazzi e delle ragazze, costruisce relazioni educative e allo stesso tempo riceve qualcosa dai propri allievi. Un lavoro spesso più impegnativo dal punto di vista morale ed emotivo, ma considerato fondamentale perché ciò che resta davvero nella memoria di un campione è spesso il divertimento delle prime volte in campo, quando il tennis era soprattutto gioco, scoperta e felicità condivisa. Gli insegnanti appartenenti alla sfera dell’Uisp vengono preparati per accompagnare bambini e adulti in un percorso umano oltre che tecnico, mettendo al centro il valore della relazione. Insomma, il tennis viene visto come una vera palestra di vita. 

Probabilmente, invita a riflettere Barba, anche un campione come Sinner conserva ancora il ricordo della felicità provata da bambino quando ha iniziato a giocare. “Quest’anno si respira un’atmosfera ancora diversa grazie ai tanti italiani protagonisti. È bello vedere bambini e ragazzi avvicinarsi al tennis spinti dall’esempio dei campioni”, afferma Barba. Grande importanza viene data anche all’atmosfera che si respira durante eventi come gli Internazionali, che vengono  descritti come un ambiente fatto di entusiasmo, aggregazione e partecipazione, dove migliaia di giovani possono vivere da vicino lo sport e lasciarsi ispirare dai grandi campioni. Quest’anno, grazie ai tanti italiani protagonisti, il clima è stato ancora più coinvolgente e appassionante con tantissimi giovani presenti sugli spalti e nei villaggi sportivi.

Ed è questa la riflessione più significativa: il tennis può essere competizione ad alto livello, ma prima di tutto deve restare un ambiente ed un’esperienza orientata sulla crescita, inclusione e condivisione. Uno sport senza barriere, capace di accogliere e accompagnare ogni singola persona. (A cura di Elena Del Grosso)